Una gioia senza fine

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E’ accaduto veramente: la Mauro Moruzzi Junior Band ha vinto il Concorso Bande Giovanili di Talamona.  Con 94.11 punti la Junior ha visto il 1° premio della categoria A. 

E’ una vittoria che ha un valore enorme, che va a premiare una scelta audace. Infatti il successo di Talamona arriva subito dopo la  fantastica vittoria dei CRescendo  al Flicorno d’Oro di Riva del Garda. Due concorsi di fila, ue titoli in due settimane  su due categorie diverse. Davvero pazzesco!  

Cosa ci dicono questi risultati clamorosi? Abbiamo dei ragazzi appassionati, plusdotati e irreprensibili? Ma per favore…tra le file della Moruzzi c’è proprio tutta la bellezza e la fragilità dei ragazzi di oggi. Abbiamo strategie imbattibili? Diciamo che ci rimbocchiamo le maniche, ma spesso i nostri piani, tabelle e calendari crollano poco dopo averli pensati.  Abbiamo strutture e strumenti migliori? Tasto dolentissimo!

Allora com’è possibile tutto questo? 

Una collega e mamma di due musiciste alla fine della prova generale di sabato mi ha chisto: “Allora, siete pronti?”. Io ho risposto: “No, non siamo pronti. Siamo certi!” Tutto quello che sta accadendo  è possibile non perchè siamo i migliori, ma perchè siamo certi. Certi che la musica è tra i doni più preziosi per la crescita e per la  vita di una persona. Certi che questi ragazzi, così come sono, sono fatti per la bellezza e per la grandezza della vita e a queste vanno educati.  Anche se è faticoso, anche se non ne hanno voglia, anche se non ci credono, hanno bisogno di maestri che non mollano, che non li lasciano soli, che non hanno paura dei loro no, che non hanno paura degli errori ma sono pronti a correggerli sempre. 

Per questo siamo fieri di avere tra le nostre fila i più “cretini della scuola” insieme a “quelli bravi”,  le “ragazze pettegole” insieme alle “timidissime”, il “talento naturale” e quello che “el ghe ciapa mia”, il bambino di 4^ elementare e il “nonno Beppe”, il “super coordinato” e il ragazzo disabile.  Ognuno strumento essenziale di una composizione che non è solo musica ma che è la vita. 

E’ questa vita che poi porta anche alla qualità del risultato. Perchè è dentro una certezza grande che si cresce, che si migliora, che si va a fondo anche delle proprie abilità, che si mette a frutto tutto il proprio impegno e talento. 

Ok, bellissimo, ma se non avessimo vinto nulla diremmo le stesse cose? 

Sì! Certo, la vittoria è importantissima (e chi mi conosce sa che non sono quello a cui piace partecipare e basta). Ma la vittoria vera è il nostro percorso di tutti i giorni, perchè, come i ragazzi hanno imparato, “il concorso si vince oggi”, è la lezione fatta bene, sono le prove sudate, è il gusto di avere una strada su cui camminare.

E la Mauro Moruzzi cammina sulla strada maestra dell’educazione che è la musica.

Lo dice tutto della mia esperienza personale: dall’amore al Bello di mio padre, muratore-operaio che ascoltava Vivaldi e Beethoven, dalla genialità di mia Madre cantautrice senza sapere una nota, dalla passione travolgente della mia maestra con la fisarmonica sempre sotto la cattedra. Lo dice la santità educativa di don Bosco: “una scuola senza musica è un corpo senza anima”. Lo dice la storia dei conservatori, straordinari luoghi di carità e accoglienza,  dove a partire dal XV secolo a Napoli e a Venezia, insegnavano la musica agli orfani e agli sbandati. Perchè è nella musica che si percepisce di avere un padre e una madre. Lo dice l’intuizione del mio caro amico Filippo Neri che ha salvato la chiesa a suon di Laude. 

Siamo figli ed eredi di questa storia.  Quanta grazia e quanta responsabilità. 

In alto i cuori